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Alto rischio di problemi ai polmoni per chi è stato ricoverato con il Covid
La stima: fino al 40% dei malati. Il primario Maugeri: «Serve la riabilitazione, il virus intacca i tessuti»
on giu 7, 2021 | by Ruben Stassi

Alto rischio di problemi ai polmoni per chi è stato ricoverato con il Covid

Posted on: giu 7, 2021 | Author: Ruben Stassi | Categories: Cultura, Sport e Salute, Notizie in pillole, News e Consigli Utili

La stima: fino al 40% dei malati. Il primario Maugeri: «Serve la riabilitazione, il virus intacca i tessuti»

Alto rischio di problemi ai polmoni per chi è stato ricoverato con il Covid

Su 5mila pazienti Covid ospedalizzati nelle varie sedi della Maugeri, il 35-40% ha dovuto fare ricorso alla riabilitazione polmonare una volta guarito dal virus. «Una tendenza che abbiamo vissuto anche a Pavia» spiega il primario di pneumologia della Maugeri pavese, Piero Ceriana. I problemi maggiori riguardano soprattutto i pazienti che sono stati in terapia intensiva, ma anche quelli che hanno dovuto ricorrere al casco ed ossigeno quindi anche in reparti ordinari.

Una situazione che anche il reparto dell’istituto pavese ha vissuto da vicino da febbraio 2020 fino ad oggi. Dati confermati anche dal responsabile di tutti i reparti pneumologici degli istituti Maugeri, il professore Michele Vitacca. «Abbiamo notato che il Covid in molti casi, circa il 35-40% ha lasciato conseguenze» aggiunge Ceriana. Al punto che i pazienti hanno dovuto seguire percorsi di riabiltazione. «Fin dall’inizio della pandemia abbiamo notato che il Covid poteva creare delle trombosi polmonari - evidenzia il primario pavese -. Questo significa che anche chi ce l’ha fatta a superare la malattia può avere avuto dei danni al tessuto polmonare e quindi successivamente faticare ad avere una buona respirazione. Parliamo anche di persone che erano sane prime del Covid e poi successivamente faticavano a salire un piano di scale, ad esempio».


Una situazione che i medici sintetizzano con l’espressione tecnica “Long Covid” (Covid lungo). Cioè il persistere entro 12 settimane dalla negativizzazione di sintomi paragonabili a quelli della malattia in corso. «Parlando in termini non medici, i sintomi più comuni sono la mancanza di fiato e un senso di spossatezza generale - aggiunge il primario di pneumologia della Maugeri di Pavia -. Ma abbiamo riscontrato anche strascichi sul sistema nervoso. Come disturbi del sonno, della memoria ed anche difficoltà di concentrarsi. La riabilitazione quindi deve lavorare sia sull’aspetto fisico, sull’aspetto polmonare per liberare il paziente dalla necessità di essere sottoposto all’ossigenoterapia».


Secondo gli studi delle cliniche del gruppo Maugeri ci sono problemi polmonari dopo il Covid anche per chi non è stato ricoverato. Una percentuale comunque minore rispetto ai ricoverati.«Nella popolazione generale affetta da Covid e con polmonite, dove non si è reso necessario il ricovero e le cure intensive la percentuale di chi ha avuto conseguenze durate non è ancora precisamente stimabile ma si aggira attorno al 10% - ha spiegato all’agenzia Dire, la fisioterapista polmonare del gruppo Maugeri, Mara Paneroni -. C'è una piccola fetta di pazienti in cui il sintomo non guida a capire se sussiste una insufficienza respiratoria. In tali soggetti non c'è dispnea e 'manca fiato' ma poi verifichiamo alterazioni a livello della saturazione. Questi pazienti potrebbero essere misconosciuti e laddove ci sia stata una forma grave di polmonite è sempre bene farsi valutare anche prima di iniziare un programma di allenamento fisico».

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