
Asma e tosse: a cosa serve il test dell'ossido nitrico (FeNO)
Una tosse che dura da settimane, un fischio nel respiro, il fiato corto durante lo sforzo o di notte: sono sintomi che possono avere molte cause, tra cui l'asma. Per aiutare il medico a capire se le vie aeree sono infiammate esiste un test rapido e senza aghi: la misura dell'ossido nitrico nell'aria espirata, chiamata FeNO. In questa guida ti spieghiamo cos'è, come si svolge e come interpretare il risultato insieme al medico.

Che cos'è il FeNO
L'ossido nitrico è un gas che l'organismo produce in piccola quantità, anche nei bronchi. In alcune forme di asma, quelle legate a un'infiammazione di tipo allergico (eosinofila), la sua concentrazione nell'aria espirata aumenta. Il test misura questa concentrazione, espressa in parti per miliardo (ppb), mentre soffi con calma e costanza in uno strumento.
Le raccomandazioni dell'American Thoracic Society (ATS) lo descrivono come un esame complementare: non basta da solo per fare diagnosi, ma aggiunge un'informazione oggettiva a quelle che il medico raccoglie con la visita, i sintomi e la spirometria.
Come si svolge il test
- Ti siedi comodo e ti viene consegnato un boccaglio monouso, che si apre al momento del test.
- Inspiri profondamente, mantenendo il boccaglio in bocca.
- Espiri lentamente e con un flusso costante, guidato da un'indicazione sullo schermo (un segnale visivo aiuta a mantenere lo sforzo corretto).
- Lo strumento mostra il valore in pochi istanti.
Non è doloroso e non richiede prelievi. Per i bambini la prova è possibile, ma richiede collaborazione e un operatore con esperienza: nei più piccoli può non essere eseguibile.
Come ci si prepara
- Segui le indicazioni di chi esegue l'esame su cibi e bevande da evitare nelle ore precedenti: alcuni alimenti e l'attività fisica intensa possono alterare il risultato.
- Non fumare prima del test: il fumo corrente riduce il valore e rende il risultato meno attendibile.
- Porta l'elenco dei farmaci che prendi, in particolare cortisonici inalatori o in compresse: possono abbassare il FeNO.
- Non sospendere mai di tua iniziativa le terapie prescritte per fare l'esame.
Come si legge il risultato
Secondo la linea guida ATS, negli adulti un valore inferiore a 25 ppb rende meno probabile un'infiammazione eosinofila delle vie aeree, un valore tra 25 e 50 ppb va interpretato con cautela in base al quadro clinico, mentre un valore superiore a 50 ppb indica un'infiammazione probabile. Nei bambini le soglie sono più basse (meno di 20 ppb, tra 20 e 35 ppb, oltre 35 ppb). Sono soglie di riferimento, non diagnosi: non esiste un "valore normale" valido per tutti.
Il rapporto GINA 2025 sull'asma ricorda che un FeNO elevato in una persona con sintomi tipici può sostenere la diagnosi di asma di tipo 2, ma che i livelli sono influenzati da fumo, età, sesso, momento della giornata e terapia con cortisonici inalatori. Un valore basso, quindi, non esclude l'asma, e uno alto non basta a confermarla.
A cosa serve nella pratica
- Quando la diagnosi è incerta: aiuta a capire se l'infiammazione è presente.
- Per seguire l'asma nel tempo: insieme a sintomi e spirometria, può mostrare come risponde la terapia.
- Per valutare la regolarità della cura: se il valore resta alto nonostante la terapia, il medico può controllare tecnica di inalazione, costanza e dosi.
Cosa non può dirti da solo
Il FeNO non misura la funzione dei polmoni (per quella serve la spirometria) e non identifica le cause della tosse non legate all'infiammazione eosinofila. Può essere basso anche in presenza di asma di altro tipo. Per questo non va letto da solo né usato per cambiare le terapie senza il medico.
Dove si esegue
Il test viene eseguito dallo pneumologo, dall'allergologo o da strutture che dispongono di un monitor portatile di ossido nitrico. Sul sito O2 Medical Division trovi la categoria monitor FeNO e H2 con il monitor NObreath di Bedfont e i relativi boccagli monouso, destinati ad ambulatori e professionisti: se vuoi sapere dove effettuare l'esame, chiedi al tuo medico di riferimento.
Domande frequenti
Il test fa male o è faticoso? No: si tratta di un'espirazione lenta e costante in un boccaglio monouso, di solito della durata di una decina di secondi. Non richiede sforzi massimali, a differenza di altri esami respiratori.
Serve il digiuno? Non è necessario il digiuno completo, ma è bene seguire le indicazioni del centro, perché alcuni alimenti e il fumo, nelle ore precedenti, possono alterare il valore. Se non sei sicuro, chiedilo al momento della prenotazione.
Posso farlo se prendo già farmaci per l'asma? Sì, ma comunica sempre quali farmaci usi, a che dosi e quando hai fatto l'ultima assunzione: il medico terrà conto di questi elementi nel leggere il risultato.
Un valore alto significa che ho l'asma? Non da solo. Il FeNO è un indizio da leggere insieme ai sintomi, alla spirometria e alla storia clinica. Per questo il risultato va sempre discusso con il medico o con lo specialista.
Ogni quanto si ripete? Dipende dal quadro clinico: lo stabilisce il medico, per esempio per valutare come cambia il valore nel tempo o dopo una modifica della terapia.
In sintesi
Il test FeNO è rapido, indolore e fornisce un'informazione in più sull'infiammazione dei bronchi. Il suo valore sta nel contesto: sintomi, visita e spirometria. Se hai una tosse che non passa o sospetti un'asma, parlane con il medico di famiglia o con lo specialista.
