
FeNO nella gestione dell'asma: soglie, confondenti e come leggerlo nel contesto clinico
La frazione di ossido nitrico nell'aria espirata (FeNO) è un biomarcatore non invasivo dell'infiammazione di tipo 2 delle vie aeree. Il suo uso nell'ambulatorio di pneumologia, allergologia e medicina generale è cresciuto perché l'esame è rapido e ripetibile, ma l'interpretazione richiede attenzione a soglie, confondenti e limiti. In questa scheda riassumiamo le indicazioni ATS e del rapporto GINA 2025 e le buone pratiche di esecuzione.

Soglie di riferimento (linea guida ATS)
La linea guida ATS 2011 (Dweik et al.) propone, per misure eseguite a un flusso espiratorio di 50 mL/s, cut-point e non valori di riferimento, perché i confondenti e la sovrapposizione tra popolazione sana e asmatica rendono poco robusti i valori "normali":
| Categoria | Adulti | Bambini |
|---|---|---|
| Basso | < 25 ppb: infiammazione eosinofila e risposta agli steroidi meno probabili | < 20 ppb |
| Intermedio | 25-50 ppb: interpretare con cautela nel contesto clinico | 20-35 ppb |
| Alto | > 50 ppb: infiammazione eosinofila probabile; risposta agli steroidi probabile nel paziente sintomatico | > 35 ppb |
Per le variazioni nel tempo la linea guida indica come clinicamente significativo un aumento superiore al 20% per valori sopra 50 ppb, oppure superiore a 10 ppb per valori inferiori a 50 ppb.
Indicazioni e limiti
- Diagnosi: il FeNO è un complemento a anamnesi, esame obiettivo e funzionalità respiratoria. La linea guida ATS lo considera di supporto, con raccomandazione debole, quando serve un'evidenza obiettiva di asma.
- Monitoraggio: può aiutare a valutare la risposta agli antinfiammatori e l'aderenza; se resta elevato nonostante la terapia, vale la pena verificare tecnica inalatoria, aderenza e dosi.
- Limiti: un FeNO basso non esclude l'asma (esistono fenotipi non eosinofili); i risultati degli studi su terapie guidate dal FeNO sono stati variabili; l'esame non predice in modo affidabile l'iperreattività bronchiale né la perdita di controllo.
Cosa dice il rapporto GINA 2025
Nel rapporto GINA 2025 i biomarcatori hanno un ruolo di supporto: in un paziente con sintomi tipici, un FeNO elevato può sostenere la diagnosi di asma di tipo 2. La nuova appendice sui biomarcatori di tipo 2 considera FeNO ed eosinofili ematici tra gli elementi per valutare il rischio di esacerbazioni e l'eventuale idoneità ai farmaci biologici. Il documento indica come valori orientativi, in assenza di riferimenti di popolazione, più di 50 ppb nei pazienti non trattati con corticosteroidi inalatori e almeno 25 ppb o 20 ppb con dosi medie o alte di corticosteroidi inalatori; segnala inoltre variabilità legata a momento della giornata, sesso e fumo.
Confondenti da annotare
- Fumo attivo: riduce il FeNO e ne limita l'interpretazione.
- Corticosteroidi: lo abbassano; in chi li assume l'esame può essere falsamente negativo per la diagnosi.
- Atopia e esposizione ad allergeni: tendono a elevarlo.
- Età, altezza, sesso: influenzano il valore, specie nel bambino.
- Alimentazione, attività fisica, infezioni delle vie aeree: possono modificare la misura nelle ore o nei giorni precedenti; segui le istruzioni del fabbricante.
Buone pratiche di esecuzione
- Rispetta le istruzioni d'uso del dispositivo e la routine di calibrazione/verifica prevista dal fabbricante.
- Usa un boccaglio monouso nuovo per ogni paziente e smaltiscilo dopo l'uso; pulisci le superfici secondo la procedura di struttura.
- Prima del test, annota ora, fumo, farmaci, pasti e attività fisica recenti.
- Guida il paziente a un'espirazione lenta e costante, usando l'indicazione di flusso dello strumento; ripeti se la manovra non è accettabile secondo il dispositivo.
- Riporta in cartella il valore, il contesto e il flusso di esecuzione, per rendere confrontabili le misure successive.
Strumenti disponibili
La categoria monitor ossido nitrico e idrogeno del sito O2 Medical Division comprende il NObreath FeNO Bedfont, un monitor portatile, con i relativi boccagli monouso. Per i dettagli tecnici, i requisiti e i limiti di impiego fai sempre riferimento alla scheda prodotto e al manuale del fabbricante.
Comunicare il risultato al paziente
Un valore di FeNO è facilmente fraintendibile se consegnato senza contesto. È utile spiegare al paziente che il numero indica una tendenza dell'infiammazione di tipo eosinofilo e non una diagnosi, indicare con quali altri elementi verrà interpretato (sintomi, spirometria, atopia, terapia in corso) e chiarire se il test verrà ripetuto per valutare una variazione. Conviene riportare sul referto le condizioni di esecuzione: ora del test, assunzione recente di cibi o bevande, fumo, infezioni respiratorie in atto e terapia inalatoria, perché consentono confronti coerenti nel tempo.
Gestione dello strumento e igiene
Nei monitor portatili l'uso di boccagli monouso per ciascun paziente è parte integrante della procedura e va associato alla pulizia delle superfici secondo le istruzioni del fabbricante. Verifica periodicamente le scadenze dei sensori e dei materiali di consumo, registra le calibrazioni o i controlli previsti dal manuale e conserva una scorta adeguata di boccagli, per non interrompere l'attività ambulatoriale.
Quando ripetere la misura
La ripetizione del FeNO ha senso quando il risultato può cambiare una decisione: dopo l'avvio o la modifica di una terapia antinfiammatoria, per valutare la risposta, oppure quando i sintomi cambiano senza una causa chiara. Misurare a intervalli ravvicinati senza una domanda clinica precisa aggiunge poco. Conviene mantenere sempre le stesse condizioni di esecuzione e lo stesso strumento, in modo da confrontare valori davvero comparabili.
Integrazione con gli altri esami
Il FeNO trova il suo valore quando è affiancato alla spirometria con test di broncodilatazione, alla storia clinica e, quando indicato, ai test allergologici. Un FeNO normale non esclude l'asma, specie in forme non eosinofile, e un FeNO elevato può riflettere anche atopia o rinite allergica senza asma. Definisci in anticipo quale decisione il risultato deve supportare.
In sintesi
Il FeNO è utile quando letto insieme alla clinica: soglie ATS e GINA orientano, i confondenti vanno sempre annotati e il valore va confrontato nel tempo e non solo nel singolo test. Una procedura di esecuzione standardizzata e una buona igiene dello strumento rendono le misure affidabili e ripetibili.
